Punizioni erotiche chat per trovare ragazze

leccare i piedi sporchi da me, e tutti i giochi sopradescritti,. Una sera, eccezionalmente, Alessio, il ragazzone figlio della donna di mio padre, era con noi in casa, per guardare la partita in televisione insieme a mio padre, che era molto tifoso di calcio; se la sua squadra perdeva, diventava. Anche se mio padre mi sapeva fidanzato, per lui ero sempre uno schiavetto leccapiedi da punire, sapeva che mi piaceva fare i giochi con lui, continuava a misurarmi il pisello, era sempre pi? piccolo e molle del suo grosso. Pareva non finire mai di sborrare. Dal bagno mi ordinò di filare nel mio letto, che la punizione era finita. A due anni e lui 18, volle che imparassi a fare la pip? nel vasino, ed allinizio, spesso, non riuscivo, mi teneva nudo senza il pannolino in giro per casa, col pisellino al vento che ciondolava davanti a lui. Poi, con violenza inaudita, dovetti sniffare i loro piedi nudi e leccarli e pulire gli spazi interdigitali, pieni di pezzi scuri di sudore raffermo di giorni, ed inghiottire tutto velocemente: facevano a gara a farseli pulire e nettare. Era presto, ecco arrivare Alberto, eravamo ancora pochi sulla spiaggia, io e lui ed una coppia più distante. Sento i sospiri e i gemiti di altre donne e sento nuove mani toccarmi e accarezzarmi e poi sento qualcuno che comincia a farsi strada nel mio culo. Passarono gli anni, io avevo 13 anni e lui 29 anni, era sempre più bello e più maschio e violento e Dominatore con.

Si avviò verso la pineta, io lo seguì appena dopo. Mi venne poi ordinato di sniffare dentro i loro scarponi, e venivo obbligato a farlo dai loro piedoni e da quelli di mio padre premuti sulla testa con violenza. Ubbidii, umiliato e vergognoso. Poi dovevo sfilargli le grosse calze madide di sudore e tutte appiccicaticcie e odorose di piedi, e andarle a riporre dentro gli anfibi nella sua camera, visto che lindomani le avrebbe rimesse per uscire. E, come riprova, mi ordinò di spogliarmi completamente nudo, davanti a loro due. Clicca SU MI piace, quello che accade nel club Privè. Mio padre disse, spietatamente: - Guai se non mi ubbidisse, lo punirei molto più duramente! Disse: - Guarda che bel pisellino duro e dritto che ti sta diventando, fammelo misurare col mio ditone, ecco… - E pose il suo alluce sul pisello duro, come per misurarne la lunghezza, rispetto al suo lungo ed enorme alluce. Poi mio padre, divertito dalla cosa, e molto indispettito dal fatto che la sua squadra non si decideva a fare goal, gli disse che per me aveva, da molto tempo, ideato una punizione molto particolare, poi, rivolto a me, mi ordinò: - Lavami i piedi! Sento uno dire che sono ancora bella stretta e che capita poche volte di trovare un pertugio cos? aderente e nello stesso tempo un sedere cos? ben fatto; sento uno che mi fa piegare le gambe.

Sento un leggero rantolo e poi, sento il liquido vischioso imbrattarmi la mano e colarmi piano; Leccalo e pulisci e io alzando la mano, lo lecco e mi pulisco, poi, sento una spinta sulle mie spalle e capisco che devo piegarmi e leccargli anche luccello. Già, perchè mi sono vestita per essere scopata e quindi non ce niente di strano se poi mi capita. Alla loro vista del mio cazzetto molle e rimpicciolito dallo spavento, sghignazzarono come dei pazzi, dicendo: - E cosa sarebbe quella cannuccia striminzita che hai davanti, forse un vero cazzo? Mi alzai e andai, in silenzio, a vedere sulla porta della sua camera: dormiva e russava leggermente, era scoperto, e aveva fuori i piedoni nudi e molto sporchi dalle coperte. Sniffai tanto e mi inebriai a dovere. Fatto questo, il pene lentamente, ma restando duro, si ridusse un poco, e mio padre, Adriano è il suo nome, io mi chiamo Giulietto, mi scansò, dandomi una pedata sul viso, e andò in bagno a pulirsi. Risvegliatisi dal piacere delleiaculazione, sia la loro, che la mia, vollero, come ultima punizione provare tutti lestasi di immergere i loro alluci nel mio buchino aperto e sgranato, cos? vennero di nuovo tante volte, quante mi fecero venire, otturandomi. Collaltro piedone enorme mi stava obbligando, premendomelo sulla testa, a leccare e lumare tutto lo sporco dei suoi piedi ed ad inghiottire tutto a dovere; era Prepotente, Padrone e violentissimo! Comincio a perdermi in quella stanza, la mia testa ? spinta avanti e indietro da delle mani decise e subito sento un altro cazzo entrarmi nella figa e cominciare a scoparmi con un ritmo forsennato, vengo talmente sbattuta.

Ad un tratto, ansimando e sudando come un cavallo in corsa, gridandomi offese irripetibili da Padrone violento, sborr? con foga tanto che lo spruzzo mi bagn? ampiamente sul corpo e sul viso, tra i vari sussulti del suo. I veri maschi non badano a queste cose, solo le stupide femminucce vomitano se sentono questo odore! Quella sera non mi mostrò il suo uccellone, si limitò a punirmi e a farmi la misurazione del pisello. Il papà ha una nerchia sempre dura e grossa come non ti puoi immaginare, magari un giorno te la farò vedere ed adorare, ma adesso lecca e ingoia! Devo premettere che pur essendo un bx passivo per me la penetrazione anale è sempre dolorosa, soprattutto all'inizio, la causa è dovuta al fatto che il mio ano è stretto e si adatta molto lentamente all'oggetto che lo penetra. Esclamò mio padre, divertito ed incuriosito dalla novità che i piedi grandi di Alessio suscitavano nel mio cazzetto durissimo. Quando disse questo mi sentii morire, forse stava capendo tutto, mi sentii sprofondare e mi vergognai. Sento subito una fitta che ben conosco tra le gambe, il mio accompagnatore mi mette una mano sul seno e comincia a palparlo, chissà perché avevo pensato che lui non potesse toccarmi.

Se non volevo mangiare la pappa, mi costringeva a mangiarla sotto il tavolo, col suo piede enorme immerso dentro la pappa, che dovevo leccare e pulire della pappa fino alla fine. La notte dormivo nel suo letto, ai suoi piedi e mi infilava il suo grosso e virile alluce sporco e sudato in bocca da ciucciare, cos? stavo tranquillo tutta la notte, prima con uno poi con laltro alluce. Io non volli mangiare, lui zitto mangiò tutto. Questo, spiegò ad Alessio, serviva per farlo diventare il più duro possibile e poi misurare se era diventato lungo e duro come il suo grosso alluce. Lui rideva divertito e mi diceva: - Senti, bel fanciullino, che buon odore di piedi ha tuo padre, da vero maschio, che non si lava mai i piedi!

Sporco lurido verme di merda! Infatti, dopo mangiato, mi fece al solito spogliare nudo davanti a lui, e mi ordinò di farsi leccare e pulire i piedi sudati e sporchi. Papà le disse che ci avrebbe pensato lui la sera, e la nonna se ne andò. Al suo ritorno la sera, dovevo correre a prendergli le grandi ciabatte.48, togliergli i grossi anfibi, che portava sempre al lavoro e quando usciva; mentre glieli sfilavo, sentivo gi? il forte odore di sudore che usciva. Solo il sibilo del frustino e il rumore del suo impatto con le natiche sode. Alla fine si mise nel solito modo davanti alla tv, fumando, e mi ordinò di portare il mio piatto dove stava lui e di poggiarlo per terra ai suoi piedi. A quel punto, alzai lo sguardo adorante verso di lui, e mi bloccai terrorizzato alla vista di mio padre che mi guardava in quel modo. A queste parole mi vennero i sudori freddi, ero terrorizzato; pensavo chissà cosa escogiteranno stasera per punirmi e chissà se mi piacerà come è sempre stato fino ad ora. Di scatto infilò i piedi dentro il piatto e disse: - Adesso questa roba puzza davvero di piedi, ma tu adesso e subito lo ingoierai tutto e quello che resta attaccato ai miei piedi lo leccherai e ingoierai direttamente dai miei piedi, figlio disubbidiente!

Adesso mi trovo con le braccia appoggiate a un tavolo e mostro la schiena a tutti: un ragazzo passa sotto di me e mettendosi a sedere sul tavolo, mi invita a chinarmi un poco per prenderglielo in bocca. Che schifo ci fai, verme di merda! Mio padre, allora, con uno strano filo di voce, che non avevo mai sentito, roco e preso dalleccitazione e dalla febbre, seduto sul letto, ormai, e ben sveglio, vedendomi sottomesso del tutto a lui e schiavo leccapiedi. Io ero eccitato e timoroso come non mi era mai successo, e stavo realizzando quello che desideravo da tanto tempo, e che sognavo tutte le notti nel mio letto; non me lo feci dire due volte, ubbidii in silenzio. Vengo ancora una volta riempita di sperma da tutte le parti e poi, spossata mi abbandono per terra, giusto in tempo per sentire la lingua di una ragazza che comincia a leccarmi e a succhiare lo sperma che mi esce. Quando sentivo che mi stava per scappare la pip?, dovevo dirglielo, e lui mi ordinava di trattenere per un altro po, strizzandomi coi diti dei piedi la punta del pisellino, ma sollecitandomi il pisello e la pip?, e facendomelo.

Per ultimo mi minacciava di ripetere la punizione di nuovo, facendomi trattenere la pip? per pi? tempo, qualora lavessi fatta ancora in giro per casa, e lasciava libero dal suo piede il mio pisello, che, senza contatto, tutto rosso. Feci dispetti alla nonna, e così alla sera la nonna raccontò il mio comportamento a mio padre, che al solito disse che ci avrebbe pensato lui la sera a punirmi. Restai disteso ed inerte, come svenuto per un po, poi mi vidi bagnato del liquido, mi alzai e fuggii, in camera mia, mentre i due, tranquilli ed acquietati continuavano a guardare la partita. Era molto violento, mi fece per?, mentre piangevo, spogliare completamente nudo davanti a lui, per umiliarmi, poi col piede sulla testa mi obblig? ad immergere il viso nel cibo e ingoiare e mangiare tutto, poi mi ordin? di leccare. Allora mio padre, davanti a loro, mi disse: - Come vedete, mi ? capitata la sventura di avere un figlio lurido, porco e leccapiedi schiavo, io, che, come ben sapete, sono un vero maschio virile, come voi; ne abbiamo.

Mio padre, vedendo i peletti, che stavano crescendo sul pube, ridendo, me li tirò coi diti dei piedi, dicendo: - Guarda, gli stanno crescendo anche i peli, non so a cosa gli serviranno a questo, ma misuriamo il cazzetto rancido! Fu una bella impresa leccare e pulire tra i diti dei piedi di Ivan: erano enormi, lunghissimi e sporchissimi di mesi non lavati, sui piedi luridi cera attaccato tutto lo sporco che dovevo lumare e poi ingoiare. Guarda come gli piace allo schiavo leccapiedi, ha il pisello duro! Non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza! Allora mio padre continu? a sollecitare col piede il mio pisello ritto, tolse laltro dalla mia bocca, e lo fece togliere anche ad Alessio, mi spinse col piede la testa verso il pisello in tiro di Alessio, mi ordin?

Vengo fatta rialzare e ricominciamo il nostro percorso; arriviamo in una stanza dove ci sono minimo quattro coppie che stanno scopando, la situazione farsesca e altamente erotica: vengo spinta dentro e subito vengo avvinghiata da qualcuno, sento mani. Stasera mangerai sotto al tavolo, come il cagnaccio che sei, vicino ai miei piedi, che immerger? nel tuo cibo, e tu lo leccherai direttamente dai miei piedi, e alla fine dovranno essere perfettamente puliti; mentre rester? a fumare. Ero inebriato dalla situazione pericolosa! A qualcuno, forse Ivan, che era il pi? perverso, a quanto pare, venne lidea di farmi tenere fermo, legandomi anche al tavolinetto, e coi piedoni, prima i suoi, poi insieme a quelli di tutti gli altri, iniziarono a torturarmi, mentre si masturbavano. Si mise a cavalcioni sulla mia faccia e mi fece ingoiare le palle, le succhiai e leccai finché non le tolse e mi ordinó di leccargli il culo. E proprio un verme schifoso! Non era finita, ancora.

Una coppia di nostri amici, una volta ci aveva raccontato di alcune loro esperienze con scambi di coppia e avevano detto che solo provando, si poteva capire quanto questo fosse bello. Era violentissimo e prepotente, mi obbligava col piede premuto sulla testa, ed intanto si divertiva sempre di pi?, alla fine avevo leccato ed ingoiato tutto il cibo dai suoi piedi, e alcuni pezzi li aveva afferrati coi diti. Dissi a mio padre, mentre leccavo ed ingurgitavo, che mi scappava la pipì, ed allora mio padre si accorse che il mio pisellino era indurito a dismisura. Siamo mano nella mano mentre ascoltiamo. Proprio per questo, ho deciso di punirlo sempre, anche perché a lui piace essere punito, ma soprattutto perché i veri maschi umiliano sempre i leccapiedi e li puniscono a dovere: vi ricordate quanti, insieme ne abbiamo preso a calci, picchiati e umiliati a dovere, vero? Io sono Giulia 29 anni, imprenditrice, alta 1,68, mora, capelli crespi sino alle spalle, occhi marroni, terza di seno, abbronzata e con un bel sedere, a detta di tutti. Obbedii, mentre, per la prima volta in vita mia, usciva, lento e calmo, dal mio pisellino, un liquido colloso, morbido ed acquoso, che mi sembrava pip?, per cui ero spaventato di pisciare sul piede di mio padre.

Poi, mentre mio padre sborrava prima copiosamente, con schizzi in aria che cadevano sul mio viso e sul mio corpo nudo, sentii che anche Alessio era sul punto di venire. Quando ci dice che dobbiamo dividerci, perlomeno allinizio, in modo che possiamo vedere e capire, rimango perplessa; guardo Andrea, lui alza le spalle e allora accettiamo di dividerci. Vorrei dirgli da fare piano, ma la mia bocca è di nuovo riempita e così vengo sodomizzata senza potere dire come vorrei farlo. Ad un certo punto, sollecitato dai due piedi che mi torturavano il pisello ritto, con immersi in gola gli altri due piedi, non potendo né gridare, né fare segni, incominciai a sentire come uscire un liquido colloso, una gocciolina trasparente dal buchino del mio pisello. Che mi sta aspettando; mi cinge le spalle e mi sussurra Ti amo Gli chiedo di dirmi cosa ha fatto e lui guardandomi negli occhi, mi dice; Ho ammirato la mia donna dare piacere a uomini e donne indistintamente. ciao, io sono Alberto, Mi presentai anch'io, poi lui cominci? a parlare, - io sono qui per divertirmi stamane, non ti ho mai visto, sei un bel ragazzo, Lo ringraziai per i complimenti e gli spiegai che frequentavo. Sopra una camicetta bianca, trasparente, lascia intravedere i miei capezzoli già erti su un seno di terza abbondante. Tranquillizzato, iniziai lopera di leccaggio, e iniziai ad eccitarmi; alla vista del mio misero pisellino che si rizzava, tentando la scalata, ma tornando molle per la paura, che ancora avevo, risero e sghignazzarono fortissimo, dicendo: - Guardate, il misero.

LE punizioni: Punizioni erotiche chat per trovare ragazze

Ma i due, insensibili ai miei gemiti silenziosi di piacere, sadici ridevano, divertendosi e chiudendosi la patta dei pantaloni, mentre mio padre si puliva lo sporco di sborra sul suo uccello sul mio viso e sul mio corpo. Ero rassegnato, sperando che i tre uomini se ne andassero a casa loro presto, cos? che mio padre non fosse cos? stanco da evitarmi la punizione giornaliera, anche se di domenica, o quando stava tutto il giorno. Poi misur? la lunghezza del suo alluce e quella dellalluce abbastanza lungo dei piedi di Alessio in confronto al mio cazzetto indurito, ma ridendo e sghignazzando insieme, valutarono che il mio pisellino, sebbene duro e allungato, doveva ancora crescere. Poi invent? unultima punizione: tenendomi uno il cazzetto colla mano pronto, mi infil? per primo Ivan lalluce enorme nel buchino del mio prepuzio, tenuto aperto dalla mano di quello che lo teneva in mano, cercando di entrare dentro. Uno di questi uomini l'ho conosciuto dopo circa un anno che avevo scoperto della mia bisessualità, il suo nome era Alberto, 65enne pensionato, alto, magro, abbronzato e dalla pelle consumata dal sole e dal vento, baffi, sguardo deciso e carattere determinato. Mio padre aveva, quella sera, un po di febbre, straparlava da solo, ed era a letto che dormiva, sempre colla porta della camera aperta. 48, sporchi e neri di sudore del lavoro, tra i diti era depositato sudore raffermo di giorni non lavato, e mio padre li muoveva per stirarli e apriva i diti, da cui usciva ancor più fortissimo lodore di puzza di piedi acre e amaro. Amazzone sotto, cosa cè di più emozionante che frustare una bella amazzone e che lei stessa abbassi i suoi attillati pantaloni beige, cali le mutandine, si metta in posizione giusta con le natiche in fuori. Sfilate con fatica le calze di lana appiccicate, vedevo e ammiravo quei due piedi così enormi. "Corsi subito ai suoi piedi, davanti ai tre muratori, che mi guardavano con aria di scherno, silenziosi, dallalto in basso.". Gli sfilai le calze di lana spessa, che portava, che erano ancora bagnate del suo sudore dei piedi, e sentii, da vicino, quel forte nuovo odore assai pungente di giovane ragazzo, che iniziò ad inebriarmi assai. Vidi che lui si toccava sempre più velocemente, e sentii che mugolava e si torceva sul divano. Disse Te lo premo e te lo spezzo in due, schiavetto di merda! Ed eccoci lì allentrata, davanti alla porta una persona sulla cinquantina capisce al volo le nostre paure e gentilmente ci spiega come dobbiamo comportarci e come dobbiamo fare. Saluto Andrea con la promessa fatua di rivederlo in breve tempo e mi avvio nel mio labirinto del sesso ; un tunnel illuminato con luci rosse soffuse, mi porta a una porta dove si sentono chiaramente dei.

Poi ci fu il rito dellannusamento di tutte le loro calze matide di sudore rancido, sia calzate ai piedi, sia sfilandole pianino colla mia bocca; lo Slavo, che si chiamava Ivan invent? la punizione di farmele infilare. E solo ancora un terzo del mio ditone, devi crescere ancora di tanto, altrimenti rimani una mezza cartuccia! Infatti gridava che gli facevo schifo, che ero uno schiavetto lecchino e dovevo subire e che mi avrebbe sempre punito a dovere per questo. Ricordo che, anche se cos? piccolo di 3 e 4 anni, lui ne aveva 19 e 20, da bel ragazzone comera, il mio pisellino si rizzava eccitato, ed io non capivo cosa mi prendesse ogni sera, mi sentivo. I due non si erano accorti di nulla e si masturbavano forsennatamente assieme, colla propria mano. "Distolsi lo sguardo, ma lui si avvicinò e dopo aver poggiato le ginocchia sulla sabbia si presentò.". Autoreggenti sotto una gonna lunga che ha due spacchi laterali che arrivano allinguine e che a ogni movimento di gamba, lascia intravedere il tutto. Poi mi fece girare a pancia sotto, voleva vedere il culo, gli piacque subito, mi aprì le natiche ci sputò in mezzo e infiló un dito con il mio disappunto. Poi, non ancora sazi delle punizioni, dopo avermi fatto venire in quel modo quattro volte, per il numero che erano loro e il loro alluce, vollero spomparmi, continuando a farmi venire ininterrottamente per tutta la notte, masturbandomi tutti.

Anche se meno violento, calmatosi dalla foga dellinfoiamento, restò duro e Padrone con me: mi ordinò di tornare subito nel mio letto e di andare a dormire. Se si fosse svegliato per me sarebbe finita: avrebbe scoperto che, mi piaceva e mi eccitava tanto annusare i suoi piedi sporchi, che non era per me una vera punizione, e non me lavrebbe più fatto fare! Guarda che pisellino ancora piccolo che hai, quando ti diventa grosso almeno come il mio alluce? …Vedi, ancora ce ne vuole per farlo diventare lungo e grosso come lalluce di papà. Ero felicissimo, ma non lo mostrai; il mio maggiore desiderio veniva esaudito. Di lavoro fa il muratore, mia madre lo lasci? subito appena sposati, proprio perch? era un po prepotente e maschilista, diceva lei, la mise incinta a 15 anni, lui ne aveva solo 16, io nacqui quando lui. La nostra curiosità era cresciuta ancora di più, le nostre domande erano rivolte a capire come si conosceva un eventuale partner e, quando ci dissero che la scelta era libera, decidemmo di provare. Adesso mi laverai colla linguetta da verme i piedi sporchi, poi ingoierai tutto il sudore raffermo tra i diti, e pulirai tutto per bene. Poi, sempre tenendomi il pisellino tra i diti dei piedi, mi faceva fare la pipì nel water o nel vasino, ed io urinavo, lasciando scendere il liquido giallo, sentendo un immenso piacere, perché i diti dei piedi continuavano a toccare il pisellino. L'ho conosciuto su una spiaggia nudisti frequentata qualche estate.

Adesso ho 30 anni, mio padre 46, ? un bellissimo uomo brizzolato, e continuo, anche se vivo da solo e lavoro, quando spesso vado a casa sua a mangiare da lui e a trovarlo, a chiedergli di farmi leccare. Allora i due gridarono: - Ha sborrato, il leccapiedi! Non me lo feci ripetere due volte, ero eccitatissimo ed ubbidii subito: leccai tutti i suoi grandi piedi, ne sentii finalmente il sapore vero di sudore di giorni, leccai tra i diti e gli spazi interdigitali, dove lodore. E proprio i suoi grandi piedi, proprio per questo, li trovavo dappertutto e sempre. Alessio, divertito dalla cosa nuova, ed incoraggiato da mio padre, mi protese i suoi piedi, numero. Le mie perplessità crescono, ma mi accorgo che cresce anche il bagnato sotto il mio piccolo perizoma che ho messo per loccasione.

Poi andava sul divano, distendendo i piedi sul piccolo tavolino, davanti alla televisione, si metteva a fumare, guardando la tv, mentre io in ginocchio davanti a lui, giocavo vicino ai suoi piedi, o meglio cercavo in tutti. Poi fece una cosa che non mi aspettavo: mi ordin? di togliermi il pigiama e di restare nudo come un verme davanti a lui, obbedii subito: vide il mio cazzetto turgido e in tiro, come poteva, mi derise. Così mi umiliava e scherniva, ma a me questo piaceva ed eccitava già. Se vuoi diventare un vero maschio non ti deve fare schifo sentire questo odore! Mentre facevano questo, sempre più infoiati, si eccitavano a vicenda, diventavano sempre più pretenziosi e prepotenti, e si tirarono fuori le grosse nerchie davvero enormi, potenti e dritte come fusi, tutte già bagnate e gocciolanti di sperma, e se le menavano come forsennati.

Poi mi venne ordinato di sfilarglieli, e da quegli scarponi e dai loro calzini pesanti di lana uscirono tutti i pi? vari e possibili odori di sudori di piedi maschili: aspri, forti, dolciastri, nauseanti, virili, volgari che si mischiarono. Profumo di paglia, caldo che entra dalla porta semi socchiusa, tanto fuori non cè nessuno, i cavalli a nitrire, ogni tanto e scalpitare. La voglia di provare nuove emozioni nella sfera sessuale, era superiore alla vergogna di essere vista o toccata da altre persone. Questo lo divertì ed eccitò ancora di più, mi disse di trattenere la pipì e di continuare il leccaggio. Era la prima volta che io e Andrea ( mio marito ) andavamo in un club privè.

La cosa si ripet? sempre, quando Alessio veniva a casa nostra, anzi, mi accorsi, che, da allora, ci veniva pi? spesso, e mio padre, anche se continuava da solo a punirmi ogni sera, e oramai mi faceva sempre venire. Era molto eccitato, mi guardó negli occhi, i suoi erano sbarrati e vivi e disse - puttana, da questo momento decido io e se non mi soddisfi sono punizioni. Appena vengo penetrato mi riduco a supplicare di uscire, ringrazio sempre quelli che mi ascoltano, ma voi bastardi ed egoisti che vi volete godere il mio culo stretto e non ascoltate le mie suppliche siete le persone giuste per. Quando, tra le risate volgari dei quattro, ad un tratto mi sentii chiamare da mio padre, con voce possente e prepotente. Gli dissi che il culo non lo volevo dare. E iniziò a titillare coi piedoni il mio cazzetto che al contatto si inturgidiva, per come poteva. Ma deve diventare grande e grosso almeno come lalluce del papà per essere un vero uomo! Vedi, il tuo piede gli piace, non lho ancora visto mai indurirsi così tanto e così in fretta, al leccapiedi!

Poi, dun tratto, si aprì la patta dei pantaloni e tirò fuori la sua enorme nerchia dura e dritta come un fuso. Intanto crescevo, avevo 18-19 anni, mio padre 34-35 anni, mi ero innamorato di una ragazza, la scopavo e mi piaceva, ma non potevo fare a meno dei giochi punizioni di mio padre. Corsi subito ai suoi piedi, davanti ai tre muratori, che mi guardavano con aria di scherno, silenziosi, dallalto in basso. Passarono molti giorni e non accadde niente di tutto questo; io in realtà alla sera davanti al televisore speravo che mio padre ripetesse lesperienza fatta, ma niente successe più. Proprio la sera, guardando la televisione, diventava più duro e Padrone prepotente e si divertiva a punirmi continuamente.

La risposta la ebbi subito lindomani sera, al ritorno di mio padre dal lavoro: era duro e serissimo; mi ordinò di andare a prendergli le ciabatte e di fare il rito di togliergli gli anfibi e le calze sudatissime e appiccicaticce. Vuoi fartelo fare anche tu? Poi, quando non ce la facevo pi? ed una goccia di pip? usciva dalluccello duro, che stava chiuso e obbligato dai suoi ditoni del piede, mi portava in bagno, e collaltro piede sulla testa, spingendomela dentro. Vedi, Alessio, è già un po duro, perché, a questo schiavetto leccapiedi, piace assai leccare i piedi sudati di noi maschi! Poi tornai felice nel mio letto e mi addormentai.

Con la solita arroganza. I suoi piedi callosi e morbidi allo stesso tempo erano immensamente belli e buoni, il sapore acre e forte, lodore aspro e dolciastro in cui ero immerso, mi inebriava, e cos? davanti a lui il mio pisello nudo. Alessio, vedendo questo, anche lui si tirò fuori la propria nerchia, devo dire, niente male, lunga, grossa e larga e durissima da giovane adolescente voglioso, e se la menava ansimando e gemendo. Alla fine avevo sborrato quindici volte, non avevo pi? seme e lultima volta usc? una misera goccia durante leiaculazione: ero del tutto spompato, loro erano soddisfatti come stanche belve appagate, erano le 5,30 del mattino, e il mio cazzetto. Anche tu sei un vero maschio, vero? Mi piego e prendendolo in bocca, comincio a succhiarlo proprio mentre capisco che la ragazza sta godendo e in quel momento la mano che si intrufola sotto i miei slip, sente i miei primi umori legati al mio primo godimento. Hanno proprio un bel saporino di rancido: non me li lavo quasi mai i piedi, puzzano di marcio, e non credevo mi divertissi così tanto a farmeli leccare da un maiale lecchino come. Mio padre si divertiva oramai talmente tanto a farmelo fare con Alessio, che una volta, allet? mia di 16 anni, e lui 32, era in casa con tre suoi colleghi operai muratori, di cui uno era slavo: questo aveva. Per molti anni dovetti sempre fare questo, e mio padre trovava sempre occasione per punirmi cos? ogni volta che a lui piaceva, e quando non ce nera motivo, il motivo che adduceva era sempre che uno schiavetto lecchino. Quando ebbi finito il cibo, la sua eccitazione non era finita, e mi ordinò di fare quello che oramai sognavo da tanti anni.

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